venerdì 23 giugno 2023

E

 

Elisewin non tornò mai più a Carewel, la ragazza che una mattina partì per raggiungere il mare non esiste più. Ora c’è una donna che in testa ha una sola domanda: vivere, come sarà?

Fu la prima a lasciare la Locanda Almayer, all’alba quando il mare è piatto e i passi nella sabbia ritrovano l’umidità della notte.

Addio. Questa la sua ultima parola, definitiva.

Quando arriva in una nuova città e la gente le chiede come si chiama, risponde sempre con un nome diverso.

…Therese, volete sapere la mia storia?

…Ann, volete conoscere la mia storia?

…Plasson, volete che vi racconti la mia storia?

…sono nata di notte e la prima cosa che ho visto è stata il mare, ho imparato a vivere nel mare, sapete se potessi tornare indietro continuerei a scegliere questo: nascere davanti al mare.

LG

 

Langlais non rivide mai più Thomas, passò il resto della sua esistenza a veder fiorire le rose nel giardino che Thomas aveva curato per lei, a una rosa diede il nome di Alliance; il nome della nave su cui Thomas aveva fatto naufragio.

Nelle notti d’inverno, dove il silenzio e il freddo fanno sprofondare il sonno in mari sconosciuti, Langlais lo sogna, e ogni sogno è una nuova storia. Al mattino non si ricordava mai se la storia che aveva sognato le era già stata raccontata da Thomas, oppure se il sogno era semplicemente un sogno.

Non le importa poi tanto di scoprire la differenza, le importa che quelle storie non muoiano mai.

Nel salone del suo palazzo ha fatto appendere una mappa del mondo su cui ha segnato con delle puntine tutti i luoghi in cui sono ambientate le storie che ha ricevuto in sogno. 

Tutte le mattine entra nel salone e si ferma davanti alla mappa; la scruta, la studia, la fissa immobile per un tempo lunghissimo. In mano ha una sola puntina, l’unica che non riesce a fissare sulla mappa.

C’è una storia di Thomas che Langlais non riesce a collocare geograficamente, la storia della Locanda Almayer. Nonostante Langlais sia un Ammiraglio della Marina Reale non ha mai sentito parlare di questa Locanda, nessuno tra i suoi ufficiali ne ha mai sentito parlare, nessun marinaio o esploratore sa dove si trovi la Locanda Almayer.

 

L

 

Locanda. Rifugio di voglie e pulsioni. Anima innocente che accogli chi, per non voler rimanere dove la vita l’ha messo, erra nel mondo e in te si ritrova, anche se questo è doloroso, ignobile o terribile, rivelatore, luminoso o ignoto.

Dove vai, tu, a cercare riparo quando il vento si alza, quando l’onda s’ingrossa?

Non sei faro nella notte, piantato e immobile.

Una volta lasciata aperta la porta, spente le luci e lasciati gli scuri di legno al loro destino nella tempesta, sarai a danzare altrove.

Nessuno sa dove ti coglierà la prossima alba.

 

M

 

Mare Oceano, inafferrabile mistero, per noi, che non riusciamo e mai riusciremo a comprendere la tua grandezza, che ci fermiamo all’improvviso ad ammirarti, che ti temiamo e ti desideriamo; che per vederti siamo disposti a sfiancanti salite tra pinete, stretti sentieri pietrosi, tornanti abbagliati dal sole, nebbie umide e dune diafane.

Sogno e madre del deserto.

Efebica natura che dispensi a tuo capriccio riflessi e tramonti, che uccidi con malinconia, che sommergi orizzonti e apri a insenature, cale, dirupi di pietre verticali.

Chi sei? Dove sono i tuoi occhi? Dove nascondi i tesori? Dove porti colui che non ritorna?

Dove finisci?

B

 

P. Bartleboom dopo il soggiorno alla Locanda Almayer rinunciò alla sua enciclopedia, decise che era meglio tenersi le domande piuttosto che avere delle risposte.

Semplicemente una mattina si svegliò, e dopo aver aspettato per settantadue giorni Madame Deveriá nella sala delle colazioni decise di partire, non senza una strana pesantezza collocata tra la gola e l’ombelico, un leggero pianto che lo coglieva all’improvviso, e una voglia matta di rompere vetri e stoviglie a caso.

Cancellò la "P." dai suoi biglietti da visita e la sostituì con una "D.", che stava per "DISPERATO".

Nessuno seppe mai dove andò a vivere e se visse a lungo.

Molti anni dopo, nell’archivio di Langlais, fu trovato uno strano rapporto che recitava così…

Si rende noto a sua Signoria, che individuo maschile il cui nome dichiara essere D. Bartleboom è stato attenzionato più volte nei porti del Regno in atteggiamento confusionario e paranoico verso portalettere, corrieri e bastimenti postali della Marina Reale. Il soggetto sopra indicato insiste per farsi rinchiudere in sacchi e/o bauli, ed essere spedito a fantasiosa Locanda della pace/della posta/Almayer, con destinatario Madame Deveriá. Più volte espulso dalle navi come clandestino, da mesi non se ne hanno più notizie.

 

P

 

Plasson aveva tutto, era una pittrice famosa, bella, ricca.

Le Corti europee facevano a gara per avere un suo quadro da mostrare nei propri saloni, tuttavia sentiva un vuoto dentro, una mancanza; aveva sempre la sensazione che la sua vita fosse un’inutile passerella di morbido velluto che non portava a nulla.

Voleva dipingere un ritratto definitivo, voleva dipingere l’eternità. Così se ne andò, un bel giorno nessuno riuscì più a rintracciarla, sparita, dispersa… scomparsa.

A sentire lei non si era mai mossa da una certa spiaggia che le era apparsa una notte in sogno, diceva di avere anche un’assistente, una ragazzina di nome Dol che nel sogno le aveva sussurrato solo tre parole: guarda - il - mare.

Plasson non fece altro che guardare il mare per il resto della propria vita, un giorno lo guardò talmente a lungo che non si rese conto che la marea stava salendo.

Il mattino dopo ritrovarono solo una tela bianca sulla spiaggia.

Oggi, "la tela bianca" si può ammirare in un museo, ha un valore inestimabile e viene considerato il suo ultimo capolavoro.

PS. Solo Dol sa che non è una tela bianca.

 

 

Sav

 

Savigny nasce in un soleggiato borgo in bilico sulle colline, per arrivare al mare, da piccolo, doveva percorrere un sentiero stretto e tutto ciottoli; che a rifarlo in salita era tutto un pianto di piedi doloranti e di sudore tra le chiappe. Fanculo il mare… pensava già a sette anni.

Arrivò la laurea in medicina e poi la carriera in marina come ufficiale medico, quest’ultima più per necessità che per passione.

Al borgo natio era per tutti "il dottorino", soprannome ambiguo tra orgoglio campanilista e presa per i fondelli…

La sua vita cambiò per sempre a causa di una botte di vino. Il dottore diventò uomo tra gli uomini e il mare se lo prese senza ridargli nulla in cambio, nemmeno l’amore, nemmeno la sua amante, nemmeno una tomba su cui piangerla, nemmeno un luogo in cui ricordarla, nemmeno l’onore del duello per difenderla, nemmeno l’ultima parola in una lettera di amore e di addio, nemmeno la morte.

Restò vivo, e questo era insopportabile.