lunedì 1 dicembre 2025

Porte

 

All’epoca di Londra la sentivo spesso piangere, capitava quando rientravo tardi la sera, sentivo il pianto attraverso la porta; un pianto ben fatto, con singhiozzi e tutto, un lacrimare in piena a cui non fregava nulla di nascondersi, forse lei pensava che di notte nessuno l’avrebbe sentita, ma il fatto è che le porte di quegli appartamenti di merda, sotto il livello della strada in Trinity st. a Borough, facevano passare tutto: sogni e singhiozzi, senza distinzione.

Io mi fermavo un attimo nell’atrio, con la chiave già infilata nella serratura della porta del mio appartamento, mi facevo due o tre bei respiri del suo pianto e poi, cercando di fare più rumore possibile, entravo in casa mia; due stanze e un bagno di piastrelle bianche in rilievo che avevano l’allure di un mattatoio caduto in rovina.

Di lei conoscevo il nome: Andrea, e il colore dei capelli, perché non riuscivo mai ad incrociarla per davvero, i nostri incontri sono stati per molto tempo fuori sincrono, un tempismo zoppo da vicini di casa distratti. Ogni volta che mi capitava di vederla era sempre di spalle; lei che entrava in casa sua un secondo prima che io scendessi l’ultimo gradino per il basement; lei che era già in strada quando io stavo chiudendo la porta di casa; lei che passa di spalle davanti all’unica finestra del mio appartamento che affaccia sul seminterrato.

Rosso, mosso, quasi riccio, voluminoso: era questo il suo colore poggiato su spalle magre, alte, a seguire un bel sedere su gambe diritte. Certo era più la curiosità del pianto che il culo ad incuriosirmi, all’epoca mi stavo consumando lentamente dentro un lavoro di routine in un ufficio al settimo piano di un anonimo condominio: inserivo dati come un burattino senza gambe per cinque ore al giorno, capirete perciò che avevo un sacco di tempo per pensare al motivo per cui la mia vicina spesso si trovasse a piangere nel cuore della notte.

 

giovedì 2 ottobre 2025

Son tempi...

 

Son tempi cupi,

dove non si distinguono più i lupi,

dove gli agnelli passan per tranelli.

Son tempi di pascoli bruciati

e di pastori sgozzati.

Son bombe nei pollai

e arresti nei granai.




 

mercoledì 2 luglio 2025

lunedì 9 giugno 2025

Corpi di guerra

 

Sul mare si posa la cenere delle tue ultime rovine

silenzio e vento sotto le tue vesti, Troia.

Come vele i tuoi occhi si gonfiano di dolore

Elena tu sei quella che non piange

aspetti il ritorno dell’amore tuo tradito

nel canto di un’alba di festa.

 

martedì 19 novembre 2024

DON GIUAN DE LA VEGA - SCALTRO SPADACCINO AL SERVIZIO ALTRUI

 

Badate bene signori: voi avete ragione a chiedere quale sia il motivo di questo odio, e perché io non abbia ancora messo in atto il mio proposito di vendetta verso mio fratello. Vedete, mio fratello non è sciocco e io non sono stupido, partire per una guerra non è passo che si compie a cuor leggero, i motivi che ci convincono ad andare a combattere possono essere molti; e tra questi vi può essere l’intuizione che il "teatro" della battaglia sia il giusto paravento dove nascondersi per inscenare quella condotta che di nobile ha poco e di torbido molto. 
Potrebbe capitare, e dico potrebbe, che durante l’azione concitata dello scontro, quando la polvere si fa spessa coltre, il sudore annebbia la vista e le urla dei feriti fanno perdere l’orizzonte verso chi è l’amico e chi il nemico; che un braccio si giri di scatto e che la punta della spada finisca nelle viscere del proprio compagno, un incidente che sul momento non ci si accorge nemmeno di aver commesso. Il caso ha voluto che per difendersi si uccida chi più ci è vicino: nostro fratello. A chi si chiederà conto dell’omicidio, se nella bolgia, tutti, come tanti senatori romani, avrebbero potuto impugnare la lama?

giovedì 2 maggio 2024

INCIPIT #1

 


 

Sei pieno di risentimento come un intestino pigro. Assomigli alle copie dei grandi capolavori della pittura che si vendono alle fiere: se li guardi da lontano sembrano belli, poi ti avvicini, nemmeno troppo, e scorgi subito il trucco dozzinale della riproduzione in serie. Capisci che la sciatteria domina la tua esistenza, che sei ad un passo dall’estinzione spirituale della tua persona; il corpo, il tuo, quello di carne, adipe, pelle, muscoli, ossa, tendini, nervi, vene, organi e tanta acqua è lì a ricordati che esisti solo biologicamente. Organismo, il quale fine, è il lento ma inesorabile disfacimento.




mercoledì 20 marzo 2024

PADRONE BASTARDO

 

...il rumore ipnotico del bastone bianco che batte il marciapiede come un rabdomante meticoloso, il bastone ha una sfera alla sua estremità, bianca anche quella; batte, ondeggia e scivola sul marciapiede con un movimento a ventaglio perché deve esplorare l’area davanti ai piedi, intercettare ostacoli e prevenire cadute soprattutto. Ma un bastone rimane pur sempre un bastone, anche se domato e guidato con maestria ed esperienza da sensi sviluppati, meno uno, deficitario per sfortuna o per destino.

Non tutto "vede" il bastone, capita una svista anche a lui, e infatti non la vede: la merda.

Entra il piede destro nel mucchietto viscido e marrone, il passo è sicuro perciò il peso è tutto su quel piede che affonda nella merda, scivola e prende velocità, facendo cambiare l’inerzia di tutto il corpo che si porta appresso, che casca, come uno stronzo innocente, col culo sulla creazione fisiologica canina che stava dove non doveva stare: cacata in mezzo al marciapiede. Ora è un bel da fare, perché una mano prima tocca il culo per capire su cosa si è cascati, ed è merda, se ne accorge anche un cieco. Rimane una mano sola pulita, quella che regge ancora il bastone, la mano si sforza di raggiungere la tasca sul lato opposto della giacca per prendere un fazzoletto, nel mentre, la puzza di merda irrompe nei sensi sviluppati, è proprio merda di prima scelta, appena sfornata, la mattina presto trovi le migliori. 

Dicono porti fortuna…

Sarà stato sicuramente un bastardo, che non è la razza del cane ma quella del padrone, i padroni bastardi e pezzi di merda sono difficili da intercettare; si muovono rasenti ai muri, sfruttando le ombre della sera tardi o della mattina prestissimo, sono abili nel tirare velocemente il loro cane, che ha appena cagato, dalla parte opposta della strada. Del resto basta allontanarsi di pochi metri e quella merda potrebbe essere di chiunque.

«No, guardi, io ho il sacchettino, la raccolgo sempre.» Non è vero, bastardo.