giovedì 14 dicembre 2017

Non mi faccia il Monologo!



“Anche oggi, come ieri, come anni fa, come sempre. Si apre un ragionamento sul fare il monologo. Ragioni non ne abbiamo, non ce n’è.
A chi importa del monologo? A nessuno.
A chi frega nel 2017 di ascoltare in silenzio? A nessuno.
Ricercare un’autorevolezza, che poi altro non è che un’assoluzione, è tempo perso. Teniamo l’autorialità, responsabilità solo nostra (di chi scrive il monologo), doniamo la gioia del compiacersi a chi re-citerà, lo citerà a suo gusto e a suo modo; sarà altro autore, attore non basta. Atto sì, se farà atto, probabilmente qualcosa succederà, se si farà attore sarà la noia.”

martedì 28 novembre 2017

25/11/2017



A questo scrivere di peccati e non di tragedie è segnata la triste esistenza, si vuole il godimento senza la fatica di scovarlo in pieghe umidicce e in stretti pertugi dell'anima (parlo per me); rimangono sempre parole e intenzioni su cui cadono, in ginocchio, i buoni propositi. Sarà voglia di fallimento senza aver chiaro che il fallire è definitivo solo in sintassi.

venerdì 29 settembre 2017

12/09/2017 APPUNTI



12/09/2017 APPUNTI

Lo scritto/scrivere deve abbandonare l’ansia di farsi capire, non è per spiegare che si scrive, è sull’assenza che si stimola la lettura, anzi il viaggio; l’esperienza, l’immersione, la fuga.
Cercare in modo ossessivo una trama logica è spreco di tempo, ma soprattutto è noioso. 
Il rigore non deve essere logico, ma deve essere estetico. 
Un dovere estetico, non etico o morale, nulla dobbiamo al lettore, o meglio, nulla siamo tenuti a dargli durante la scrittura. Il lettore è un cercatore non un questuante, non vuole la soluzione immediata, vuole continuare il suo cammino: errante, confuso, libero.